Concerto Exeredati Mundi

Concerto Exeredati Mundi
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Il progetto

Exeredati Mundi nasce e si sviluppa come opera sinfonica unica nella sua forma originale: la cantata scenica. Lo spettacolo è una celebrazione dei diseredati del mondo che da sempre vivono ai margini della storia. 

L’opera si sviluppa in 15 eventi definiti 'stazioni' esattamente come succede nelle 14 della Via Crucis che trovano un angolo di speranza nell’ultima stazione aggiunta, 'La via Lucis'. I diseredati cadono e si rialzano fino alla Luce finale esattamente come fa il  Cristo nella sua via. La voce recitante prepara i singoli episodi alla ricerca di momenti di riflessione emovamente guida da una musica intensa. Le musiche e i testi sono di Enzo Avitabile che si esibirà insieme all’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus diretta 
dal maestro Gabriele Di Iorio e al Coro Polifonico Cancum Novum diretto dal maestro Biagio Terracciano.

Al Museo Madre, nell'ambito dell'ambiziosa e variopinta rassegna "Un'estate al Madre", va in scena EXEREDATI MUNDI spettacolo/concerto di Enzo Avitabile accompagnato dall'orchestra Nova Amadeus e dal coro polifonico Cancum Novum, per un totale di 56 tra musicisti e coro a fare da contorno all'interpretazione del maestro partenopeo. 
Lo spettacolo, che si svolge all'interno della Chiesa di Donnaregina, è ideato e rivolto al mondo degli emarginati del mondo e di Napoli, che Avitabile vuole celebrare con questa toccante performance. 
Per l'occasione gli allestimenti scenici sono affidati all'artista Mimmo Paladino, che presenta un'installazione site‐specific posta a 12 metri di altezza. 
La indubbia qualità dello spettacolo, l'originalità degli allesmenti scenici e l'allestimento delle illuminazioni, contribuiscono a rendere l'evento un'esperienza unica ed irripetibile per il pubblico.   

L’installazione di Paladino si confronta bene col passato, e in maniera molto elegante cerca un nuovo rapporto con la luce, che cade e rimbalza sulle  teste metalliche sospese sotto l’ampio matroneo, mentre il fondale staglia per tutta l’altezza del luminoso abside. Si tratta di un enorme telero bianco su cui Paladino ha dipinto i suoi consueti simboli e segni, dalle teste alle mani ai numeri e tutti quegli elementi che rimandano al mistero dell’uomo. 
All’ingresso della chiesa un imponente Crocifisso introduce il visitatore all’interno dello spazio in cui si è mosso con riguardo e intelligenza l’artista della Transavanguardia.
Il lavoro di Paladino nasce come allestimento scenico per l’ulma impresa teatrale dell’amico Avitabile Exeredati Mundi, un’opera sinfonica unica nella sua forma originale: la cantata scenica. 

MESSAGGIO DI ENZO AVITABILE AGLI AMICI:  

Exeredati Mundi nasce e si sviluppa come opera sinfonica unica e particolare anche nella sua forma originale: la cantata scenica.
Vengono subito alla mente “Atlàntida” di Manuel de Falla, “La circe” di Alessandro Stradella, “Didonis Interitus “tratto dal IV libro dell’Eneide di Virgilio con musiche di Mozart, Pergolesi , H. Purcell…e se vogliamo restare in tema anche l’Alexander Nevsky di Prokofiev.
La mia cantata scenica rispetta le grandi opere del passato ma si muove liberamente in quanto a forma e contenuti. Exeredati mundi è un inno ai diseredati del mondo che sempre e da sempre vivono ai margini della storia. Un mondo a sua volta diseredato; la lotta tra il bene e il male, la vita e la morte. Un requiem alla nostra anima che in ogni epoca vive la sua via dolorosa.

L’opera si sviluppa in 15 eventi definiti “stazioni” esattamente come succede nelle 14 della Via Crucis che trovano un angolo di speranza nell’ultima stazione  aggiunta “La via Lucis”.I diseredati cadono e si rialzano fino alla Luce finale esattamente come fa il Cristo nella sua via. La voce recitante prepara i singoli episodi alla ricerca di momenti di riflessione emotivamente guidati da una musica intensa e coinvolgente sempre in sintonia con i temi di partenza. La musica lì dove non arrivano le parole e viceversa. Le musiche sono tutte mie, adattate all’opera minuziosamente. I testi sono tratti da altri miei lavori che già da tempo s’ispirano ai temi del disagio e della sofferenza del mondo. Il coro scandisce la solennità dei momenti mentre l’orchestra riesce anche senza le voci a creare un effetto sonoro di grande descrizione dei fatti. “La via Lucis “ o il tema dell’andata-ritorno è la conferma di una speranza che le anime vaganti non abbandoneranno mai in questo loro passaggio da uomo sulla terra. Ho lavorato giorno e notte a scrivere per 60 maestri d’orchestra e coro polifonico, Enzo Avitabile.

 

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