
Dietro ogni spettacolo dal vivo, un’opera lirica, un concerto, una convention aziendale lavorano decine di persone che il pubblico non vedrà mai. La produzione di uno spettacolo è un processo complesso, che richiede un’organizzazione precisa e la collaborazione di due squadre distinte ma inseparabili: quella organizzativa, che gestisce risorse, tempi e contratti, e quella tecnica, che trasforma un progetto in realtà fisica sul palcoscenico.
In questa guida analizziamo tutte le figure professionali coinvolte: dal direttore di produzione al capo macchinista, dal light designer al fonico, fino ai ruoli emersi negli ultimi anni con la diffusione delle tecnologie digitali e degli allestimenti immersivi.
In questa guida:
Le professioni organizzative
Il personale organizzativo solitamente appartiene alla struttura produttiva e ad essa risponde. Al team organizzativo compete la gestione del dossier generale dello spettacolo, il documento nel quale sono contenute tutte le informazioni che lo riguardano: i materiali prodotti dai gruppi artistico e tecnico, i curricula degli artisti coinvolti, i recapiti di coloro che sono implicati nel progetto, i contratti, il materiale pubblicitario, le licenze, i preventivi, le fotografie, la corrispondenza …
Un compito fondamentale è la stesura del piano di spesa e la gestione del budget generale previsto per lo spettacolo, suddiviso secondo le diverse voci di spesa. È vitale non commettere errori nella valutazione dei costi e nell’amministrazione delle risorse per non trovarsi nella sciagurata situazione di dover interrompere la realizzazione di uno spettacolo per mancanza di fondi. La fattibilità di un progetto dipende, in prima istanza, dalla sua sostenibilità in termini economici: se la struttura produttiva non dispone di risorse sufficienti, potrà coinvolgere altre strutture, dando vita a coproduzioni, oppure reperire i fondi da sponsors privati o istituzionali tramite sponsorizzazioni o patrocinii. Tali accordi rientrano nelle competenze del team organizzativo.
Ancora al personale organizzativo è affidata in gran parte la responsabilità del cosiddetto casting, cioè della selezione degli artisti da sottoporre all’attenzione del regista. Se per le parti principali solitamente il regista o la produzione hanno già in partenza in mente i possibili candidati, ciò non avviene per i comprimari che devono quindi essere selezionati. Il personale organizzativo attraverso la visione dei curricula, i contatti con le agenzie e i manager degli artisti e in virtù della propria esperienza, si preoccupa di fornire un elenco di possibili candidati tra i quali il regista esprimerà la sua scelta, mediante un’audizione o un provino.
Una volta terminata la fase di progettazione, è necessario pianificare accuratamente le fasi successive, allestimento teatro, individuando tempi e luoghi di prova, di debutto, di una eventuale tournée, stabilendo con precisione quali sono le necessità pratiche e programmando una soluzione per ciascuna di esse, decretando in via definitiva il budget disponibile per ogni capitolo di spesa e cercando di prevedere fin da subito eventuali problemi e situazioni a rischio.
Da questo momento in poi il team organizzativo si occuperà di seguire le prove e la realizzazione dei materiali di scena e contemporaneamente, di approntare il materiale pubblicitario e dare inizio alla distribuzione, vale a dire la vendita del prodotto finito. La figura che sta a capo del settore è il direttore organizzativo, chiamato anche, a seconda della realtà in cui opera, organizzatore generale, segretario generale, direttore di produzione. Egli ha mansioni di coordinamento e di riferimento per tutti coloro che operano nella realizzazione dello spettacolo e pertanto deve possedere ottime capacità relazionali, che gli consentano di dirimere le dispute che vengano a crearsi in un gruppo di lavoro tanto numeroso e eterogeneo.
Al direttore fanno capo gli addetti o delegati alla produzione, che ne sono gli assistenti e si occupano delle questioni burocratiche, della gestione delle risorse e di tutto quanto detto in precedenza; l’amministratore di compagnia, responsabile della retribuzione del personale implicato nella realizzazione dello spettacolo e della contabilità quotidiana; gli addetti alla comunicazione, i quali preparano il materiale pubblicitario dello spettacolo, l’eventuale merchandising, preoccupandosi di tenere i contatti con i media e con le realtà territoriali, quali associazioni culturali, scuole, circoli, possibili bacini d’utenza per lo spettacolo; gli addetti alla distribuzione, che si occupano della vendita dello spettacolo e della costruzione della tournée; gli addetti alla logistica, la cui responsabilità è quella di organizzare gli spostamenti della compagnia durante la tournée, facendo in modo che in ogni piazza sia disponibile tutto quanto occorre per la messinscena e predisponendo l’accoglienza per il personale.
La vastità del team organizzativo dipende dalla complessità del progetto, dalla grandezza della struttura che lo produce, dal genere e dalla tipologia dello spettacolo e naturalmente dal suo allestimento scenico. Un musical o un’opera lirica richiedono un numero maggiore di addetti di uno spettacolo di prosa, così come una compagnia privata può permettersi un numero inferiore di dipendenti fissi, rispetto a un ente pubblico.
Le strutture che dispongono di uno spazio stabile in cui esercitano la propria attività, quale un edificio teatrale o simile, hanno alle proprie dipendenze il personale necessario a far funzionare detto spazio; il direttore di sala, responsabile in prima persona del funzionamento della sala e di tutte le persone che vi lavorano: cassieri, sbigliettatori, maschere, guardarobieri, baristi, portinai, custodi, etc. etc..
I mestieri tecnici e l’allestimento scenico
L’apporto dei tecnici nello spettacolo dal vivo è fondamentale, anche nella fase progettuale. A seconda della tipologia dello spettacolo, il contributo del light designer o dell’ingegnere del suono può rendersi necessario fin dalle prime battute dell’ideazione. Il primo progetta il disegno luci: tenendo presente gli elementi costitutivi dello spettacolo, scenografie e costumi e l’impronta voluta dal regista, indica quanti e quali strumenti illuminotecnici siano necessari e li dispone all’interno dello spazio deputato allo spettacolo. La stessa funzione, ma relativamente all’audio, ha l’ingegnere del suono.
Il direttore dell’allestimento, o direttore tecnico
è il coordinatore di tutto lo staff tecnico e si occupa di valutare la fattibilità dei progetti di allestimento sulla base di questioni logistiche, quali la mobilitazione in una tournée successiva al debutto. Inoltre egli si preoccupa di gestire i rapporti con i laboratori dove vengono approntati scenografie, costumi e tutto quanto lo spettacolo necessiti, preoccupandosi soprattutto che vengano rispettati i tempi di consegna.
Il direttore di scena (o direttore di palcoscenico)
gestisce la compagnia durante le prove e in tournée: redige l’ordine del giorno, che stabilisce orari e turni di lavoro di artisti e tecnici, controlla che i tempi di lavorazione siano rispettati e gestisce tutte le questioni non artistiche e che non competono l’amministrazione. Durante la tournée egli è la massima autorità sulla scena, arrivando a sostituirsi al regista, quando si tratta di prendere decisioni riguardanti l’adattamento dello spettacolo a spazi non consoni a contenerlo (ad esempio, in caso di un palcoscenico troppo piccolo per ospitare tutta la scenografia, decide quali elementi saranno utilizzati). Ai suoi ordini prestano la propria opera professionale macchinisti, elettricisti, fonici, attrezzisti e sarte.
I macchinisti
sono incaricati del montaggio e dello smontaggio dell’apparato scenografico, prima e dopo lo spettacolo e della movimentazione delle scene durante lo stesso (cambio di scena). Fanno riferimento al capo macchinista che è il referente di questo comparto e sono responsabili anche della preparazione delle strutture portanti (americane, stangoni, staffe etc.) alle quali sono in seguito appese le luci. I macchinisti di soffitta o di graticcio, sono quelli che svolgono le proprie mansioni in tale ambiente, preparando e movimentando i tiri.
Gli elettricisti
si occupano del montaggio e dello smontaggio delle luci e di tutte le apparecchiature che hanno a che fare con l’illuminazione dello spettacolo. È loro compito alimentare eventuali macchine di scena che necessitino della corrente elettrica, così come portare la corrente laddove sia necessaria (ad esempio nei camerini, se ne sono sprovvisti, o nel locale lavanderia se questo non dispone di una presa industriale).
Questo gruppo di lavoratori è capeggiato da un capo elettricista, che solitamente si occupa, a montaggio concluso, della regolazione dei fari (detta puntamento); durante lo spettacolo, egli siede, in regia, al mixer luci e segue lo svolgimento dello spettacolo, illuminando ogni scena con le luci appropriate, secondo le indicazioni del piano luci approntato dal light designer (spesso le due figure coincidono).
Può essere anche chiamato datore luci.
I fonici
sono i responsabili dell’audio di uno spettacolo: si occupano di amplificare voci e strumenti e di posizionare le casse acustiche in modo che sia garantito un ascolto di buon livello in tutta la sala. Il loro numero dipende dall’importanza che la musica riveste nell’economia dell’evento (un concerto rock avrà un numero di fonici assai più elevato di uno spettacolo di prosa nel quale la musica è solo “di accompagnamento”). Prima dell’inizio dello spettacolo il fonico si preoccupa di “fare i volumi”, cioè di bilanciare il volume di emissione della musica rispetto alle voci recitanti (amplificate o no), e delle voci degli attori tra loro. In caso di spettacolo con musica dal vivo quest’operazione è assai più complessa e si chiama check sound. Durante lo spettacolo il fonico starà in regia e dovrà preoccuparsi di musiche ed effetti sonori, facendoli cominciare e terminare al momento giusto, con la giusta intensità e nel modo deciso insieme al regista in sede di prova: inoltre dovrà tenere costantemente sotto controllo il volume dei microfoni, bilanciando di volta in volta eventuali squilibri.
L’attrezzista
è colui il quale posiziona tutti gli oggetti di scena nel posto esatto dove devono stare perché gli attori li possano trovare al momento giusto. È sua la responsabilità di tali oggetti anche al termine dello spettacolo. Spesso, per ragioni di economia, l’incarico di attrezzista è affidato a uno dei macchinisti, il quale, oltre alle proprie, svolge pure tale mansione. Una figura non più molto presente nel teatro contemporaneo è quella del trovarobe, cioè colui al quale è affidata la ricerca e talvolta la costruzione degli oggetti di scena. Tale mansione oggi è svolta dallo scenografo, o da un suo incaricato.
Le sarte
Sono coloro che si occupano dei costumi di scena, disponendoli nei camerini degli attori prima dello spettacolo e ritirandoli alla fine. A loro ne è affidata anche la manutenzione, cioè il lavaggio e la stiratura tra una recita e l’altra e l’eventuale rammendo quando se ne presentasse la necessità. Come si nota è l’unica categoria tra quelle tecniche, al femminile, poiché, tradizionalmente, è un ruolo ricoperto da donne.
In spettacoli che lo richiedano, o in produzioni particolarmente ricche potranno esserci anche parrucchieri e truccatori, ma solitamente, almeno nella prosa, la responsabilità del trucco è lasciata ai singoli artisti. In condizioni particolari e per soddisfare esigenze particolari, potranno far parte del team tecnico anche altri esperti di settori particolari, come i responsabili video, per spettacoli che prevedano l’utilizzo di proiezioni. In fase di allestimento dello spettacolo e costruzione e perfezionamento delle scenografie sarà chiamato a collaborare anche il personale scenotecnico costituito da costruttori, pittori, carpentieri, falegnami, fabbri, pittori, decoratori, scultori, tappezieri ,etc.
Inoltre potrà darsi il caso di spettacoli che necessitino di un suggeritore, la cui presenza è assai meno diffusa oggi che in passato e il cui compito è quello di suggerire agli interpreti le battute.
Una volta partito per la tournée, lo spettacolo si avvale anche del contributo di autisti, i quali sovrintendono al carico e allo scarico dei camion, trasportano da una piazza all’altra il materiale di scena, viaggiando per lo più di notte e riposando di giorno; facchini e aiuti, che sono solitamente assoldati su piazza o messi a disposizione dalla struttura ospitante e che hanno il compito i primi di scaricare al suo arrivo il materiale di scena e ricaricarlo al termine dello smontaggio, i secondi invece di affiancare macchinisti, elettricisti o fonici, a seconda delle necessità.
In ogni teatro vi è poi un responsabile di sala, come si è già detto, che controlla dal punto di vista della struttura ospitante che tutte le operazioni inerenti il montaggio, lo smontaggio e l’effettuazione dello spettacolo siano compiute correttamente e senza danni per l’edificio o lo spazio che ospita. Inoltre il teatro ospitante, per convenzione, deve fornire un addetto all’apertura e chiusura del sipario e all’accensione e spegnimento delle luci di sala, chiamato siparista.
Le figure tecniche degli eventi contemporanei
Il quadro descritto finora fotografa la struttura classica del teatro di prosa. Negli ultimi vent’anni, però, la diffusione delle tecnologie digitali, degli allestimenti immersivi e degli eventi corporate su larga scala ha fatto emergere figure professionali che nel teatro tradizionale non esistevano, o avevano un peso marginale.
Il rigger e la sicurezza delle strutture
Il rigger è il tecnico specializzato nel montaggio e nella verifica delle strutture sospese: americane, truss, motori a catena, punti di ancoraggio. È una figura diventata centrale con l’aumento del carico tecnologico appeso sopra il pubblico: schermi, corpi illuminanti, sistemi audio line array possono raggiungere pesi considerevoli.
Il suo lavoro è regolato dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008) e richiede il calcolo dei carichi, la verifica dei coefficienti di sicurezza e la redazione di una documentazione tecnica che accompagna l’allestimento. In produzioni complesse il rigger lavora affianco a un ingegnere strutturista che firma i progetti di carico.
A differenza del macchinista teatrale, che opera su strutture fisse e collaudate del teatro, il rigger interviene spesso in spazi non progettati per lo spettacolo: piazze, capannoni, siti archeologici, chiese. Ogni installazione è un progetto a sé.
Il video engineer e l’operatore di videomapping
Il video engineer gestisce l’intera catena del segnale video: sorgenti, matrici di commutazione, processori, proiettori o schermi LED. Nel teatro classico questa figura non esisteva; oggi in una convention o in uno spettacolo multimediale è tanto importante quanto il fonico.
Accanto a lui, negli allestimenti che prevedono proiezioni architettoniche, opera l’operatore di videomapping: si occupa del warping, l’adattamento dell’immagine alla geometria irregolare della superficie proiettata, del blending tra proiettori affiancati e della calibrazione colorimetrica. È un lavoro che unisce competenze tecniche e sensibilità visiva, e che si svolge in gran parte sul posto, di notte, nelle ore in cui la luce ambientale lo consente.
In produzioni con contenuti generativi o interattivi si aggiunge il media server operator, che gestisce i software di riproduzione e sincronizzazione dei contenuti.
Il project manager tecnico
Negli eventi corporate e nelle installazioni permanenti la figura del direttore tecnico si è evoluta in quella del project manager tecnico: un ruolo che tiene insieme la progettazione, il rapporto con il cliente, il coordinamento dei fornitori e il rispetto di budget e scadenze.
È la figura che traduce una richiesta di comunicazione, “vogliamo che il pubblico provi questa sensazione”, in un capitolato tecnico fatto di apparati, quantità, tempi di montaggio e requisiti dello spazio. Nelle installazioni permanenti si occupa anche della fase successiva alla consegna: manutenzione, formazione del personale del committente, aggiornamento dei contenuti.
Teatro, concerto, evento aziendale: come cambia la squadra
La composizione dello staff tecnico varia sensibilmente in base alla tipologia di produzione.
Nel teatro di prosa la squadra è contenuta e stabile: il testo e la regia sono al centro, la tecnologia ha un ruolo di supporto. Macchinisti, elettricisti, un fonico, un attrezzista e le sarte coprono le necessità di gran parte delle produzioni. I tempi di montaggio sono brevi perché lo spazio è già attrezzato.
Nel concerto il peso si sposta radicalmente sull’audio e sulle luci. Compaiono figure specializzate: il fonico di sala e il fonico di palco, che gestisce i monitor per i musicisti, il backliner che cura la strumentazione, il lighting operator che pilota la console durante lo spettacolo. Il numero di tecnici cresce, i tempi di montaggio si dilatano, e con i tour entra in gioco la logistica di trasporto.
Nell’evento aziendale la squadra è la più eterogenea. Convivono audio, video, luci, regia in diretta, streaming, allestimento scenografico e talvolta contenuti interattivi. Il coordinamento diventa la competenza critica, perché il margine di prova è minimo: spesso c’è una sola notte per montare e una sola occasione per andare in onda. È il contesto in cui il project manager tecnico ha il peso maggiore.
Nelle installazioni permanenti, musei, luoghi di culto, spazi espositivi, cambia la prospettiva temporale. Non si progetta per una sera ma per anni di funzionamento: affidabilità dei componenti, accessibilità per la manutenzione, semplicità d’uso per chi gestirà lo spazio quotidianamente diventano criteri progettuali prioritari quanto la resa scenica.
Tabella riepilogativa: chi fa cosa
| Ruolo | Area | Responsabilità principale |
|---|---|---|
| Direttore di produzione | Organizzativa | Coordinamento generale, budget, contratti |
| Amministratore di compagnia | Organizzativa | Retribuzioni e contabilità |
| Addetto alla comunicazione | Organizzativa | Materiali promozionali e rapporti con i media |
| Addetto alla logistica | Organizzativa | Trasporti, ospitalità, gestione tournée |
| Light designer | Progettuale | Ideazione del disegno luci |
| Ingegnere del suono | Progettuale | Progetto del sistema audio |
| Project manager tecnico | Progettuale | Capitolato, fornitori, tempi e budget tecnici |
| Direttore tecnico | Tecnica | Fattibilità e coordinamento dello staff tecnico |
| Direttore di scena | Tecnica | Gestione del palcoscenico, ordine del giorno |
| Capo macchinista | Tecnica | Montaggio e movimentazione delle scene |
| Capo elettricista | Tecnica | Puntamento fari, console luci |
| Fonico | Tecnica | Amplificazione, mix, effetti sonori |
| Video engineer | Tecnica | Catena del segnale video |
| Rigger | Tecnica | Strutture sospese e sicurezza dei carichi |
| Attrezzista | Tecnica | Oggetti di scena |
| Sarta | Tecnica | Costumi, manutenzione, guardaroba |
Domande frequenti
Che differenza c’è tra il direttore tecnico e il direttore di scena?
Il direttore tecnico valuta la fattibilità dell’allestimento e coordina i rapporti con i laboratori e i fornitori: lavora soprattutto nella fase che precede il debutto. Il direttore di scena gestisce invece la vita quotidiana della produzione, prove, turni, tempi, ed è la massima autorità sul palcoscenico durante la tournée, con potere decisionale sugli adattamenti dello spettacolo a spazi diversi.
Qual è la differenza tra light designer e capo elettricista?
Il light designer progetta: decide quali corpi illuminanti servono, dove collocarli e come costruire le atmosfere dello spettacolo. Il capo elettricista realizza quel progetto, si occupa del montaggio e del puntamento dei fari e durante lo spettacolo siede alla console luci seguendo le indicazioni del piano luci. Nelle produzioni di dimensioni contenute le due figure spesso coincidono.
Quante persone servono per allestire uno spettacolo?
Non esiste un numero fisso: dipende dalla complessità dell’allestimento, dalla tipologia di produzione e dallo spazio. Uno spettacolo di prosa in un teatro attrezzato può richiedere quattro o cinque tecnici; un’opera lirica, un concerto di grandi dimensioni o una convention aziendale multimediale possono coinvolgerne alcune decine, distribuite su più giornate di montaggio.
Chi si occupa della sicurezza durante un allestimento?
La responsabilità è condivisa. Il rigger risponde delle strutture sospese e dei carichi, il capo elettricista degli impianti elettrici, il direttore tecnico del coordinamento complessivo. Per gli allestimenti temporanei si applica il D.Lgs. 81/2008, che in cantieri di una certa dimensione richiede la nomina di un coordinatore per la sicurezza e la predisposizione dei piani operativi.
Le professioni tecniche dello spettacolo richiedono un titolo di studio specifico?
Non esiste un percorso obbligatorio unico. Esistono accademie e corsi professionali per scenografia, illuminotecnica e tecnica del suono, ma buona parte della formazione avviene sul campo, affiancando tecnici esperti. Alcune mansioni richiedono invece abilitazioni specifiche e obbligatorie: i lavori in quota, l’utilizzo di piattaforme elevabili, gli interventi su impianti elettrici.
Conclusioni
Dal numero di persone coinvolte si può facilmente comprendere che la realizzazione di uno spettacolo dal vivo è un procedimento assai complesso. Ne consegue che una buona capacità di relazionarsi agli altri e di lavorare in gruppo sia uno dei requisiti fondamentali per poter intraprendere una qualunque di queste carriere.
Tuttavia, nell’apporto creativo di un numero così elevato di professionisti risiede gran parte del fascino di tale attività. Importantissimo è il rispetto dei ruoli e delle gerarchie, poiché dal lavoro di uno dipende il lavoro degli altri e dunque, ogni ingranaggio è ugualmente importante e deve funzionare con precisione, affinché il risultato finale sia un successo.


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