Eugenio Viola, curatore e direttore Artistico

Eugenio Viola al MADRE: il ritorno di un curatore che pensa il museo come organismo vivo

Napoli ritrova uno dei suoi protagonisti. Eugenio Viola, curatore, critico d’arte e direttore museale napoletano con oltre vent’anni di esperienza internazionale  è il nuovo Direttore Artistico del Museo MADRE. Una nomina che ha il sapore di un ritorno a casa: è proprio al MADRE, tra il 2009 e il 2016, che la sua carriera istituzionale ha mosso i primi passi, prima delle esperienze alla guida del MAMBO di Bogotá, del Perth Institute of Contemporary Arts e della curatela del Padiglione Italia alla 59ª Biennale di Venezia.

Una carriera che parla al mondo

Il percorso internazionale raccontato in questo articolo include anche l’impegno e la visione di Eugenio Viola. Dal 2019 al 2026 ha guidato artisticamente il MAMBO, Museo de Arte Moderno de Bogotá, riposizionandolo sulla scena globale con oltre cinquanta mostre e le prime presentazioni istituzionali in Colombia di artisti come Teresa Margolles, Kader Attia e Seba Calfuqueo, quest’ultima indicata da Artforum tra le dieci migliori mostre del 2025. Lo stesso anno, la Power 100 di ArtReview ha riconosciuto il suo lavoro, seguito con attenzione anche dal New York Times.

Nel corso della sua carriera ha curato oltre cento mostre internazionali, collaborando con musei, fondazioni e biennali in Europa, America Latina, Asia e Australia, e lavorando con figure come Marina Abramović, Regina José Galindo e ORLAN. Nel campo della curatela, l’apporto di Eugenio Viola ha inciso nel panorama artistico contemporaneo.

Una visione: il museo come infrastruttura pubblica

Ciò che distingue la proposta di Viola per il MADRE non è un semplice programma espositivo, ma un progetto di istituzione. Il museo viene immaginato come aperto, internazionale, plurale, comunicativo e sostenibile: non solo uno spazio di esposizione, ma un organismo vivo capace di produrre conoscenza, costruire relazioni e dialogare con il territorio. È chiara qui la prospettiva che Eugenio Viola vuole portare all’istituzione.

Al centro, un posizionamento articolato in tre cerchi concentrici  Napoli e la Campania, il Mediterraneo e i Sud globali, una rilettura della scena italiana in dialogo con il contesto internazionale. In questa prospettiva Napoli non è un contesto, ma un metodo: una lente per leggere le complessità del presente. Un museo ancorato alla propria comunità e allo stesso tempo capace di parlare ai grandi network globali, senza cedere al localismo. In questo scenario si rivela il ruolo di Eugenio Viola come catalizzatore di idee.

Il valore del ritorno

«Torno dove molto è cominciato», ha dichiarato Viola accogliendo la nomina «con emozione e con un profondo senso di responsabilità». Un ritorno accolto con favore dalle istituzioni: il Presidente della Regione Roberto Fico ha augurato buon lavoro al nuovo direttore, mentre l’Assessore alla Cultura Onofrio Cutaia ha parlato del «ritorno a casa di un figlio eccelso di questa terra». L’affetto verso Eugenio Viola emerge in ogni parola.

Per chi, come noi, crede nella forza della cultura come motore di trasformazione del territorio, la nomina di Eugenio Viola è una notizia che accogliamo con entusiasmo. Il MADRE si prepara a diventare un hub transnazionale radicato nella sua città e Napoli, ancora una volta, si conferma capitale di un pensiero contemporaneo che guarda al mondo.