Damien Hirst al Museo Nazionale di Napoli

Sala della Meridiana – cena di gala per 600 ospiti al Museo Archeologico Nazionale

Museo Archeologico Nazionale di Napoli · ottobre 2004
600 ospiti a cena sotto una volta affrescata,
senza un foro nell'edificio.

Per la serata inaugurale della retrospettiva di Damien Hirst The Agony and the Ecstasy, la Sala della Meridiana è stata attrezzata come uno spazio per eventi e riportata allo stato originario in tre giorni. Nessun prelievo dall'impianto elettrico del museo, nessun fissaggio sull'architettura.

600ospiti seduti, su 60 tavoli
254corpi illuminanti installati
135 kWdi potenza installata
146agganci a morsetto e a cinghia
0fori nell'edificio
Il vincolo prima del progetto

La Sala della Meridiana non è una sala per eventi. È un ambiente monumentale con volta affrescata, opere alle pareti e un impianto elettrico dimensionato per la vita ordinaria di un museo. Qualsiasi allestimento deve rispondere a tre condizioni non negoziabili: non toccare l'edificio, non gravare sui suoi impianti, sparire senza lasciare traccia.

Da qui è partito il progetto, non dall'effetto scenico. Ogni scelta successiva, dalla distribuzione elettrica al tipo di gancio, discende da questi tre limiti.

Energia autonoma: zero carico sul museo

L'intera serata è stata alimentata da un gruppo elettrogeno da 150 kVA posizionato all'esterno, collegato alla sala da una dorsale da 60 metri e distribuito attraverso un quadro generale da 250 A e una catena di quadri secondari da 125 A e 63 A, con nove rack dimmer.

Il museo non ha fornito un solo watt. È la condizione che rende un evento di questa scala compatibile con un edificio storico: l'impianto della struttura ospitante non viene né sollecitato né modificato, e in caso di guasto l'edificio resta fuori dal problema.

254 apparecchi, nessun fissaggio

I 254 corpi illuminanti sono stati installati senza tralicci, senza motori e senza alcun ancoraggio alle strutture del museo. Ogni apparecchio è stato vincolato a un elemento architettonico esistente attraverso 146 punti di aggancio di tre tipi diversi, morsetti in alluminio, ganci a C e superclamp, integrati da cinghie a cricchetto.

Tre tipologie di gancio perché in una sala di quel periodo nessuna superficie è uguale alla successiva. I percorsi cavi a pavimento sono stati protetti con passacavi pesanti, in un ambiente che resta praticabile e monumentale anche durante l'evento. Al termine, il ripristino è integrale: l'allestimento è completamente reversibile per costruzione, non per promessa.

La luce come progetto, non come arredo

Il principio è uno solo: non sovrapporre una scenografia all'architettura, ma usare l'architettura come scenografia. La sala non è stata decorata. È stata riscritta dalla luce.

L'impianto lavora su due registri distinti e volutamente opposti. Le grandi superfici verticali e la volta ricevono una luce fredda e satura, che restituisce profondità all'ambiente e ne cambia il carattere; i tavoli restano caldi e bassi, isole luminose dentro il buio. Freddo sopra, caldo sotto: è la scelta che tiene insieme la scala monumentale della sala e la dimensione intima di una cena.

Altrettanto progettato è ciò che resta in ombra. Ampie porzioni della sala non vengono illuminate, per costruire profondità e riportare a misura umana uno spazio enorme. Con 42 apparecchi motorizzati in rete DMX e una squadra in regia collegata via radio, lo stato luminoso della sala cambia nel corso della serata: gli ospiti non entrano in un ambiente allestito, entrano in un ambiente che si trasforma mentre lo vivono.

Il lavoro che non si vede nelle fotografie

Portare 600 persone a cena dentro un museo non è un problema di apparecchi. È un problema di autorizzazioni. Tutta la documentazione richiesta dalla Soprintendenza è stata redatta e presentata da Limitless: progetto elettrico, relazioni tecniche, disegni e planimetrie di allestimento, certificazioni dei materiali impiegati.

Il montaggio si è svolto in tre giornate, dalle 9 alle 19, con l'ultima notte dedicata alle prove di regia e di luce fino alle quattro del mattino. Circa quaranta ore in sala per posizionare, agganciare, cablare e puntare 254 apparecchi: un corpo illuminante ogni nove minuti, in un ambiente in cui nulla può essere forzato e ogni passaggio va concordato.

Il perimetro del nostro intervento
  • Committente: Civita, struttura incaricata dell'organizzazione.
  • Di Limitless: progetto illuminotecnico e regia luci, progetto e distribuzione elettrica con generazione autonoma, impianto audio, montaggio e ripristino, dossier tecnico e autorizzativo per la Soprintendenza.
  • Non di Limitless: la mise en place dei tavoli e l'allestimento della tavola.
Avete uno spazio che non si può toccare?

Progettiamo eventi dentro luoghi vincolati: musei, chiese, teatri storici, dimore. Dal dossier autorizzativo al ripristino.

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