mimmo Paladino

Mimmo Paladino

Mimmo Paladino

Domenico (Mimmo) Paladino nasce a Paduli, vicino a Benevento, il 18 dicembre 1948, ma cresce a Napoli. Fin da giovane dimostra interesse per l’arte, grazie soprattutto all’influenza di uno zio pittore. Nei primi anni settanta inizia a concentrarsi sul disegno, introducendo quei soggetti mitologici che poi acquisteranno un ruolo di basilare importanza nella sua arte. Le sue opere si rifanno a una vasta gamma di fonti archeologiche, mitologiche e stilistiche che comprendono l’arte egizia, etrusca, greco-romana, paleocristiana e romanica: ciascuna di esse viene rivendicata come fonte legittima al di là di ogni gerarchia di valore.

È tra i principali esponenti della Transavanguardia, movimento fondato da Achille Bonito Oliva nel 1980 che individua un ritorno alla pittura, dopo le varie correnti concettuali sviluppatesi negli anni settanta.
Ha realizzato opere d’intonazione arcaica, accentuate dall’uso di simboli greco-romani, etruschi e paleo-cristiani e di tecniche antiche come l’encausto e il mosaico. Nel 1970 esordisce con collages ispirati a temi mitologici; l’adozione della pittura a olio del 1978 coincide con un ciclo di tele polimateriche, dove la figurazione astratta si abbina a oggetti trovati. Nel 1978 è a New York dove tiene, nell’anno successivo, due mostre personali. Influenzato dall’arte primitiva e tribale, dai primi anni ‘80 ha anche realizzato sculture, figure totemiche in bronzo, legno o calcare, e numerose installazioni.

Nel 1980 partecipa alla sua prima Biennale di Venezia. Nel 1985 la Lenbachhaus di Monaco di Baviera organizza la sua prima mostra retrospettiva in uno spazio pubblico. Nel 1988 è invitato con una sala personale alla Biennale di Venezia. Nel 1991 partecipa a una grande mostra a Praga per l’inaugurazione del Castello Reale. Nel 1994 è il primo artista contemporaneo italiano a tenere una mostra in Cina, alla Galleria Nazionale delle Belle Arti di Pechino.
Nel 1995 Napoli gli dedica una grande rassegna in tre spazi pubblici prestigiosi. Nel 1999 a Londra si organizza una grande mostra dove viene esposto il grande ciclo dei Dormienti. Nello stesso anno la Royal Academy di Londra lo insignisce del titolo di Membro Onorario. Nel 2008 gli viene affidata la realizzazione di 4 teloni a copertura delle impalcature dei lavori di restauro della torre campanaria del Duomo di Modena. Vanno inoltre segnalate mostre al Kunstmuseum di Basilea, alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna e alla Royal Academy di Londra.

Le sue opere sono collocate in permanenza in alcuni dei principali musei internazionali tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York.

La Montagna di Sale

Correva l’anno 1995, i napoletani furono estremamente “partecipativi” e il mondo parlava di nuovo di Napoli, al punto che il filosofo americano Arthur Danto scrisse di dover affermare l’eminenza di Mimmo Paladino tra le file dell’arte contemporanea. Eduardo Cicelyn, animatore dell’arte di quegli anni, raccontava così l’iniziativa: per la prima volta la piazza più importante di una grande città italiana diventa un teatro dell’arte contemporanea.

Alcune delle  sue opere e Installazioni

IL LINGUAGGIO DEI SEGNI

Oltre al prezioso racconto in prima persona dell’artista, il film raccoglie testimonianze prestigiose di critici e artisti che hanno collaborato con Paladino, da Bonito Oliva a Massimo Cacciari. Ad accompagnare immagini e voci ci sono le musiche di repertorio di due grandi compositori e musicisti, quali Brian Eno e Giovanni Sollima. La regia è di Nunzio Massimo Nifosì, che firma anche il soggetto e la sceneggiatura insieme a Layla Bartlett Parry. Il docufilm è prodotto da LABORATORIO, in associazione con Luce Cinecittà e in collaborazione con Rai Cultura, con il sostegno di Regione Lazio e Film Commission Campania.