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L’utilizzo della street art come recupero architettonico

L’arte è un mondo da sempre e per sempre in continua evoluzione, che in un modo o nell’altro trova sempre il modo di sorprendere e rinnovarsi. Un esempio concreto è dato proprio dalla street art, letteralmente traducibile con “arte di strada”; inizialmente legata negativamente all’idea di vandalismo, rappresenta oggi un esempio di arte moderna apprezzato e talvolta anche molto utile per attuare un vero e proprio recupero architettonico, e un rinnovamento artistico di eventuali luoghi spogli, abbandonati o degradati.

Quando parliamo di street art ci riferiamo a una tipologia di arte che può essere effettuata su pareti, muri e superfici di vario genere in diversi modi: con l’utilizzo di vernice spray, stencil, adesivi artistici, pittura a mano e molto altro.

L’arte urbana di questo genere viene utilizzata molto spesso soprattutto dai giovani come forma di espressione personale o esposizione libera della propria arte ma, allo stesso tempo, viene spesso utilizzata anche come forma di critica e contestazione contro la società, la politica, la proprietà privata e l’istituzione.

La versatilità di quest’arte, l’ha portata nel tempo a divenire anche un vero e proprio mezzo e strumento per il recupero architettonico, la decorazione e il rinnovamento di ambienti anonimi ai quali ha donato nuova vita ed espressione.

Arte di strada a favore della riqualificazione urbana

Come abbiamo detto, la street art è divenuta un vero e proprio esempio di arte moderna molto utilizzato per la stessa riqualificazione del territorio. Sono sempre più frequenti i recuperi di architetture e spazi urbani attraverso l’utilizzo di risorse locali, sia umane che materiali, e soprattutto i mezzi di espressione artistica di cui la street art è il perfetto esempio.

Sono molti gli spazi su tutto il nostro territorio nazionale messi a disposizione degli artisti per la creazione di opere uniche e originali di street art, volte a recuperare spazi dimessi o dare ancora più valore ed espressione ad edifici e luoghi che si sono degradati nel corso del tempo.

I temi affrontati attraverso queste opere d’arte sono molteplici, molto spesso in linea proprio con l’obiettivo e l’utilizzo dello spazio che si va a decorare. Una rappresentazione grafica e originale dei propositi di riqualificazione urbana messe in atto negli ultimi anni.

Dl punto di vista artistico e culturale, tutto questo rappresenta evoluzione, innovazione e sviluppo del territorio. Spazi grigi, non curati e vuoti, che vengono rinnovati e decorati; borghi e quartieri industriali quasi abbandonati e lasciati a se stessi che rinascono grazie all’espressione artistica locale.

Di esempi di questo il nostro Paese è davvero ricco, partendo proprio dalle grandi città come Roma, Milano, Venezia, Bologna e molte altre. Colori e stili differenti che decorano il territorio italiano e donano nuova vita ai diversi borghi che il Paese può vantare.

Scuole italiane di Street art

Per entrare nel merito della street art italiana, possiamo dire che questa ha raggiunto la sua spiccata notorietà nel mondo europeo attorno agli anni Duemila, ma è già a partire dagli anni Ottanta che è possibile individuare i primi forti interventi artistici di questo genere.

Già nel 1986, compaiono nella città di Bologna i lavori di Pea Brain e Cane K8, ai quali si susseguono opere di numerosi artisti su tutto il territorio nazionale fino al riconoscimento di tre scuole riconducibili alle città di Milano, Napoli, Bologna e Roma.

Dalla scuola bolognese, emergono in particolar modo alcuni artisti: Blu, artista di strada ormai divenuto di fama mondiale; Eron, particolarmente attivo tra Bologna e Rimini; ed Ericailcane, uno degli artisti italiani di street art più noti al mondo grazie al suo particolare immaginario che ibrida uomo e animale.

Ma anche dalla scuola romana emergono artisti di notevole spicco. Tra questi troviamo Sten e Lex, due artisti caratterizzati dall’utilizzo esclusivo dello stencil come medium artistico che, nei loro esordi del 2001, era ancora poco conosciuto per l’arte di strada, e ha dunque appresentato una grande innovazione.

L’evoluzione e il valore della street art italiana

Alle origini della street art, anche in Italia questo fenomeno veniva inizialmente relegato a una cultura parallela al mondo dell’arte istituzionale e ufficiale, differenziata soprattutto dagli intenti e dagli ambienti molto diversi da quelli dell’arte più convenzionale e riconosciuta come tale. In principio la street art veniva associata unicamente al vandalismo e all’illegalità, come espressione di un percorso non canonico dell’arte e una critica a ciò che veniva ritenuto, al contrario, comunemente accettato e autorizzato.

Nel corso degli anni, le opinioni e le considerazioni su quest’arte sono però notevolmente cambiate così come gli stessi intenti e le motivazioni che ne stanno alla base.

Il grande interesse che la street art ha saputo attrarre su di sé nel corso del tempo ha influito sul suo sviluppo e sulla sua crescita, fino a divenire una forma d’arte riconosciuta e utilizzata tutt’ora per il recupero originale di molti spazi urbani.

Proprio per il forte interesse nei confronti di quest’arte e allo stesso tempo per il recupero di spazi vuoti e inutilizzati, sono nate negli ultimi anni molte iniziative su tutto il territorio nazionale. Dal 2012, nella città di Bologna, si svolge ad esempio il festival Frontier, un progetto culturale che prevede la realizzazione di grandi murales su pareti concesse da proprietari privati o dallo stesso Comune. Un festival che ha già visto la partecipazione di importanti street artist del territorio e internazionali.

Per sottolineare l’importanza e il valore della street art dallo stile tipicamente italiano, nel 2014 l’arte di strada italiana è stata tema centrale di una mostra allestita a New York presso l’Italian Cultural Institute. Questa particolare mostra ha presentato il lavoro e il percorso creativo personale e autoriale di una generazione di artisti di strada italiani, caratterizzati da una forte presenza sul territorio urbano e dal tentativo di stabilire un dialogo tra diverse avanguardie artistiche.

Un valore artistico riconosciuto dunque da tutto il mondo, rinnovato ulteriormente sempre nel 2014 al museo MACRO Testaccio di Roma con la mostra Urban Legends.

Ad oggi è perciò possibile ricondurre la street art a una forma d’arte esteticamente piacevole e, allo stesso tempo, strumento ideale al recupero architettonico e alla riqualificazione urbana del territorio.