"Repetition is Truth" di Rachel Howard

"Repetition is Truth" di Rachel Howard
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Il progetto

I 14 Dipinti dell'artista britannica Rachel Howard sono stati commissionati per la collezione "Murderme". Basata sulle 14 tappe della via Crucis, la serie in mostra si presenta anche come un commento ai reati contro l'universalità dei diritti umani e alla capacità insita negli essere umani di infliggere crudeltà gli uni agli altri. 

Rachel Howard usa vernici industriali creando una tensione tra la quotidianità, l'utilitarismo e l'essenzialità. Lavora sui pesi e la gravità per influenzare la direzione del dipinto, sovrapponendo strati di vernice, creando con ciò una sintesi tra il peso della materia, la precisione e la determinazione visiva propria di ciascun lavoro.  Via Dolorosa, dal latino “via crucis”, è il nome di una strada all'interno della Città Vecchia di Gerusalemme che si crede sia stata percorsa da Gesù, caricato della croce, lungo il tragitto verso il Golgota. E' altresì il nome delle 14 stazioni della Via Crucis che ricostruiscono le sue ultime ore di vita. Se il referimento dei 14 dipinti della Howard a La Passione è chiaro, la creazione della serie è stata originariamente influenzata da una delle fotografie più scioccanti scattate nel campo di prigionia a Abu Ghraib in Irak, dove i prigionieri subuivano regolamente torture e umiliazioni da parte dell'esercito Americano, così come riportato dai media.L'immagine in questione riproduce un prigioniero in piedi in una cassa, col capo coperto, legato con elettrodi. Pertanto, la cassa diviene l'equivalente moderno della Croce – strumento di umiliazione e tortura. I dipinti di Rachel Howard si presentano come fluidi, dando vita a un viaggio metafisico tra astrazione e figurazione; si offrono come strumento di riflessione dei reati contro l'universalità dei diritti umani e la capacità insita negli essere umani di infliggere crudeltà gli uni agli altri. Il critico e curatore Joachim Pissarro ha definito la serie “sublime”, in linea con la Critica del Giudizio kantiana: “Sublime è ciò in cui l'immaginazione viene dall'oggetto a tal punto estesa, che la misura usuale non è più sufficiente a comprenderlo”, eppure, come tale - è parte di una totalità . E' questa idea di illimitato che l'artista cerca di indurre nello spettatore: la credenza che la sofferenza umana non avrà mai fine. Da qui, il titolo del lavoro: Repetition is Truth (la ripetizione è verità).

La mostra è stata realizzata interamente grazie alla generosità e al supporto di Blain|Southern